{"id":25998,"date":"2026-07-12T20:30:01","date_gmt":"2026-07-12T18:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/lavenaria.it\/webzine\/lopera-mese\/clementina-pinxit\/"},"modified":"2026-07-12T20:30:01","modified_gmt":"2026-07-12T18:30:01","slug":"clementina-pinxit","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/webzine\/lopera-mese\/clementina-pinxit\/","title":{"rendered":"Clementina pinxit"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p class=\"highlighted\">Maria Giovanna Battista Clementi detta La Clementina (Torino 1690-1761), <em>Dama con levriero<\/em> (<em>Ritratto di Maddalena La Marmora nata Gontery di Cavagli\u00e0<\/em>?), olio su tela, 1743, firmata e datata sul retro \u00abClementina Pinxit Taurini 1743\u00bb. Biella, Palazzo La Marmora, Centro Studi Generazioni e Luoghi &#8211; Archivi Alberti La Marmora, in prestito alla Reggia di Venaria, Circolo della Regina.<\/p>\n<p>Il prestito del <a href=\"https:\/\/lavenaria.it\/evento\/clementina-pinxit\"><em>Ritratto di dama con levriero<\/em><\/a>, tra le opere rilevanti della produzione della \u201c<strong>celebre dipintrice<\/strong>\u201d, firmato e datato 1743, proveniente dal <a href=\"http:\/\/www.lamarmora.net\/chi-siamo.html\" title=\"Sito web Palazzo La Marmora di Biella\">Palazzo La Marmora di Biella-Centro Studi Generazioni e Luoghi &#8211; Archivi Alberti La Marmora<\/a>, arricchisce il nucleo di dipinti della Clementina esposti nel percorso di visita della Reggia.<\/p>\n<p>La protagonista appartiene probabilmente alla famiglia Ferrero, che aveva gi\u00e0 apprezzato l&#8217;attivit\u00e0 della Clementina. Potrebbe trattarsi della <strong>marchesa Maria Maddalena La Marmora nata Gontery di Cavagli\u00e0<\/strong> (1695-1751), che intorno al 1710 era stata \u201c<strong>figlia d\u2019onore<\/strong>\u201d di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, soggiornando per alcuni periodi anche alla Venaria.<\/p>\n<p>La dama tiene con la mano destra i lembi dei nastri appena sciolti del copricapo e ci guarda dritto negli occhi con uno sguardo fermo. Un gesto naturale che cattura un fuggevole istante\u00a0intimo e quotidiano. Una resa capace di dare anche un tono aulico al ritratto che emerge\u00a0su fondo scuro con bianchi lavorati e cromie pallide, come un cammeo classico. Accanto a lei un affezionato levriero, forse uno <em>sloughi<\/em>, utilizzato nella caccia alla lepre, tanto in voga in Piemonte e praticata anche dalle dame. Quasi una moderna Diana.<\/p>\n<p>Come scrive <strong>Vittorio Natale <\/strong>(vedi scheda di approfondimento e bibliografia in fondo alla pagina), il dipinto si colloca nella piena maturit\u00e0 dell&#8217;artista che appare qui avere rielaborato in una sigla personale l\u2019esperienza di ritrattisti internazionali presenti a Torino.\u00a0In particolare con il pittore\u00a0svedese <strong>Martin van Meytens<\/strong>\u00a0fu in stretto contatto durante il suo soggiorno torinese del 1728-1729.<\/p>\n<p>Nel Piemonte del Settecento, Clementina si afferma come ritrattista dei sovrani e dell&#8217;alta aristocrazia non solo locale. Gi\u00e0 nel 1741 il viaggiatore tedesco J.G. Keysler la definisce a Torino &#8220;<strong>la migliore ritrattista<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Maria Giovanna Battista Buzana (Bussano, Bussana) detta Clementina, in quanto figlia del chirurgo dei principi di Carignano e nipote del cappellano di Madama reale, aveva verosimilmente potuto contare su un accesso privilegiato a corte. Era una professionista, che con le sue creazioni e &#8220;l&#8217;esercizio della pittura&#8221; riuscir\u00e0 ad acquisire nel corso degli anni un notevole patrimonio, come riconobbe lo stesso marito, il mercante Clementi, da cui la pittrice prende il nome, nominandola nel 1744 erede nel testamento.<\/p>\n<p>Abitava nel <strong>palazzo torinese dei conti Roero di Guarene in piazza Carlina<\/strong>, con il marito e i numerosi figli, almeno 11, a due dei quali insegna il mestiere: Fedele e Teresa.<\/p>\n<p>Il profilo biografico e stilistico della pittrice resta per\u00f2 per tanta parte ancora sfuggente, soprattutto per la formazione\u00a0(forse presso i piemontesi Curlando, artisti di corte gi\u00e0 attivi per i principi di Carignano)\u00a0e per il presunto soggiorno romano.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che nel 1733 era stimata dal <strong>cardinale Alessandro Albani<\/strong>, protettore a Roma degli artisti piemontesi, che scriveva al <strong>ministro sabaudo Ferrero d&#8217;Ormea<\/strong> raccomandandogli il mercante Clementi in quanto &#8220;marito di Giovanna <strong>celebre dipintrice<\/strong>&#8220;. Gi\u00e0 a quella data poteva, d&#8217;altronde, vantare un importante legame con l&#8217;architetto <strong>Filippo Juvarra<\/strong>. Nel 1723 il ministro degli esteri Solaro del Borgo riconoscendo che in Piemonte &#8220;non c&#8217;erano pittori abbastanza abili per fare un buon ritratto&#8221; si era infatti rivolto a Juvarra che aveva consigliato la Clementina per un ritratto da inviare a Parigi (Juvarra nel 1727 risulta anche padrino di una figlia dell&#8217;artista).<\/p>\n<p>La sua produzione documentata con continuit\u00e0 dal 1722-1723 al 1755 riguarda principalmente ritratti di personaggi della famiglia reale, spesso replicati e inviati come doni diplomatici nelle corti europee. Copie e sovrapposizioni attributive con altri ritrattisti attivi in quegli anni complicano ulteriormente la definizione del catalogo delle sue opere e la comprensione del suo percorso stilistico. Una produzione segnata dai modelli della ritrattistica francese e fiamminga noti in Piemonte (da Anton Van Dyck a Hyacinthe Rigaud e Nicolas de Largilli\u00e8re) e dal perfezionamento maturato sul confronto diretto con i ritrattisti presenti a corte. E al decisivo rapporto con Meytens rimanda <em>Il ritratto di dama<\/em> ora qui esposto nella <strong>sala del Circolo della Regina<\/strong>, in dialogo con il grandioso ritratto del pittore svedese raffigurante un anziano <em><a href=\"https:\/\/lavenaria.it\/collezione\/vittorio-amedeo-ii-in-maesta\">Vittorio Amedeo II in maest\u00e0<\/a><\/em>.<\/p>\n<p>Con l&#8217;arrivo di questo dipinto si accresce dunque il nucleo di opere della Clementina presenti nel percorso di visita, scalate tra gli anni venti e quaranta, quasi a richiamarne l&#8217;attivit\u00e0 ritrattistica destinata alla Venaria, documentata da un <strong>pagamento del 1726 per un \u201critratto di Sua Maest\u00e0<\/strong>\u201d collocato nel Gabinetto di toeletta.<\/p>\n<p>La Clementina \u00e8 infatti di casa fin dalla mostra inaugurale della Reggia del 2007\u00a0quando, grazie a importanti prestiti, vennero esposti una decina di ritratti attribuiti alla pittrice, alcuni restaurati dal <a href=\"https:\/\/www.centrorestaurovenaria.it\/\" title=\"Sito web del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale\">Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale<\/a>. Di quella esposizione restano ancora oggi nel percorso di visita due opere attribuite alla pittrice. A queste se ne sono aggiunte altre nel corso degli anni, tra le quali il <em>Ritratto di Polissena d&#8217;Assia<\/em> <strong>della palazzina di Stupinigi<\/strong>, divenuto anche un&#8217;immagine pop per la campagna di comunicazione della Reggia nel 2016. Recente acquisizione \u00e8 il <em>Ritratto di Carlo Emanuele III<\/em> esposto nella <strong>sala che ospita un nucleo di arredi del Museo Accorsi- Ometto di Torino<\/strong>. Nella <strong>camera di parata del re <\/strong>il <em>Ritratto equestre di Vittorio Amedeo II <\/em>proveniente dal <strong>Palazzo La Marmora<\/strong> di Biella chiude idealmente questo percorso aperto dalla <em>Dama con levriero<\/em> proveniente dalla stessa sede.<\/p>\n<p>Il prestito rientra nell\u2019ambito del progetto \u201cPercorsi sabaudi tra la Reggia di Venaria e Palazzo La Marmora\u201d.\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Silvia Ghisotti, capo conservatore, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Reggia di Venaria<br \/>\nClara Goria, storica dell&#8217;arte, Centro studi e ricerca delle Residenze Reali Sabaude<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Approfondimenti<\/strong><\/p>\n<p>Vittorio Natale, <a href=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/webz_2022_clementina_pinxit_scheda_2.pdf\" title=\"Scheda di approfondimento\" type=\"pdf\">Scheda di approfondimento sull\u2019opera<\/a>, marzo 2022\u00a0(pdf)<\/p>\n<p><!--\n\n\n<p>Il restauro \u00e8 stato realizzato dal<em>\u00a0Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale<\/em>.<\/p>\n\n--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La dama con levriero&#8221;\u00a0ospite alla Reggia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":26009,"parent":21746,"menu_order":241,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"area-tematica-evento":[],"class_list":["post-25998","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/25998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25998"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/25998\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/21746"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26009"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"area-tematica-evento","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/area-tematica-evento?post=25998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}