{"id":26561,"date":"2026-07-12T19:32:22","date_gmt":"2026-07-12T17:32:22","guid":{"rendered":"https:\/\/lavenaria.it\/webzine\/stagioni-particolare\/la-dea-dellestate\/"},"modified":"2026-07-12T21:36:33","modified_gmt":"2026-07-12T19:36:33","slug":"la-dea-dellestate","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/webzine\/stagioni-particolare\/la-dea-dellestate\/","title":{"rendered":"La dea dell\u2019Estate"},"content":{"rendered":"<p>Sullo sfondo di un cielo sulfureo si staglia il profilo della giovane donna, con <strong>fiori di campo<\/strong>, forse un <strong>papavero<\/strong>, foglie di <strong>alloro<\/strong>, <strong>spighe<\/strong> e un nastro blu intrecciati tra i biondi e mossi capelli. Alle sue spalle fa capolino un putto con una fiaccola, mentre un altro le aggiusta le vesti scollate dai colori bianco, ocra, azzurro e rosa.<\/p>\n<p>\u00c8 la dea Cerere, divinit\u00e0 della terra, della fertilit\u00e0 e dei raccolti, seduta sul carro lanciato in corsa, con ruote decorate da mascheroni e serpenti in bronzo, trainato da un drago alato a tre teste. Tiene le redini rosse una figura maschile di spalle. Forse \u00e8 Trittolemo, per via dei fasci di spighe dipinti accanto, che si volta verso la dea sua maestra per l\u2019arte dell\u2019agricoltura e la coltivazione del grano.<\/p>\n<p>Non \u00e8 nota l\u2019originaria provenienza di questa opera del lorenese Charles Dauphin, apprezzato pittore della corte sabauda, autore di ben tre dei grandi ritratti equestri della Sala di Diana e di molte altre tele esposte nel percorso di visita della Reggia di Venaria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/dauphin_carro_cerere_269.webp\" alt=\"Charles Dauphin, Il carro di Cerere\" width=\"760\" height=\"440\" \/><\/p>\n<p>Charles Dauphin,\u00a0<em>Il carro di Cerere<\/em>, 1660-1670 circa, olio su tela, 90,5&#215;152 cm. Reggia di Venaria, Gabinetto degli uccelli, appartamento di Madama Reale, in affidamento dalla Regione Piemonte.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"bordered rtecenter\"><strong>Scopri i fiori e le piante\u00a0presenti nel dipinto.<\/strong><\/p>\n<h3>Papavero<em>,<\/em> gen. <em>papaver &#8211;\u00a0<\/em>fam.\u00a0<em>papaveraceae<\/em><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/papavero.webp\" alt=\"Papavero\" width=\"1920\" height=\"1440\" \/><\/p>\n<p><strong>Origini della pianta<\/strong><br \/>\nLa regione di origine di questo genere \u00e8 molto variegata e si estende dall\u2019Europa, l\u2019Asia e l\u2019Africa.<\/p>\n<p><strong>Qualche caratteristica del genere<\/strong><br \/>\nComprende circa un centinaio di specie di erbacee che possono essere annuali, biennali e perenni.<br \/>\nLe foglie sono quasi sempre pelose e pungenti, profondamente incise e lobate, di color verde vivo o verde-glauco.<\/p>\n<p><strong>Fiore<\/strong><br \/>\nSono sempre piuttosto grandi, penduli quando sono ancora in boccio e a coppa ed eretti quando si aprono; i petali sono leggeri e fragili, setosi, di vario colore: rosso, bianco, giallo, viola; spesso i petali (che possono essere 4 o 6) recano una macchia scura alla base.<\/p>\n<p><strong>Periodo fioritura<\/strong><br \/>\nPu\u00f2 essere primaverile o estiva.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Spiga di grano gen. <em>Triticum <\/em>\u2013 fam. <em>Poaceae<\/em><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/grano_2.webp\" alt=\"\" width=\"760\" height=\"507\" \/><\/p>\n<p><strong>Origini della pianta<\/strong><br \/>\nIl\u00a0grano\u00a0o\u00a0frumento, arcaicamente anche\u00a0trittico\u00a0(con questi nomi si indica sia la pianta sia le\u00a0cariossidi\u00a0di tale pianta), \u00e8 un\u00a0cereale\u00a0di antica coltura, la cui area d&#8217;origine \u00e8 localizzata tra Mar Mediterraneo,\u00a0Mar Nero\u00a0e Mar Caspio.<\/p>\n<p><strong>Qualche caratteristica del genere<\/strong><br \/>\nIl genere <em>Triticum <\/em>appartiene alla famiglia delle <em>Poaceae <\/em>(= <em>Graminaceae<\/em>), della quale fanno parte anche molte altre piante coltivate come, per esempio, il mais, l\u2019orzo, il riso e la segale, detti comunemente cereali (in onore di cerere, dea latina delle coltivazioni). Alla stessa famiglia appartengono anche infestanti che nascono spontaneamente nei campi di grano.<\/p>\n<p>La parola italiana \u201cgrano\u201d, nel senso botanico, non si associa soltanto al significato della parola di origine latina Triticum, ma si riferisce anche ad altre piante come il grano selvatico villoso (Dasypyrum villosum), il grano saraceno (Fagopyrum esculentum) e il grano delle formiche (Aegilops geniculata).<\/p>\n<p><strong>Fiore<\/strong><br \/>\nI fiori del grano sono molto piccoli e sono formati da due foglioline protettive a forma di barchetta, il lemma e la palea, che racchiudono due microscopiche scagliette (lodicole), la cui funzione sar\u00e0 spiegata nel paragrafo successivo, e le strutture sessuali del fiore: androceo e gineceo. il lemma pu\u00f2 essere munito o meno di un\u2019appendice detta resta, pi\u00f9 evidente nel grano duro dove, in prossimit\u00e0 della maturazione, assume colorazione rossastra, nera o paglierina. La palea rappresenta la parte ventrale del fiore ed \u00e8 incastrata con i suoi margini sotto il lemma.<\/p>\n<p>Ogni fiore fertile origina un solo frutto(cariosside), noto volgarmente con il nome di chicco, contenente un solo seme; quest\u2019ultimo \u00e8 completamente immerso nella cariosside e perci\u00f2 il seme del grano non \u00e8 mai visibile a un\u2019analisi superficiale. i fiori del grano e, a maturit\u00e0, le cariossidi non si trovano mai da soli, ma sempre riuniti in gruppetti per formare piccole infiorescenze dette spighette, a loro volta riunite in una infiorescenza di grado superiore detta spiga.<\/p>\n<p><strong>Periodo fioritura<\/strong><br \/>\nLa pianta si sviluppa rapidamente in primavera (levata) e raggiunge un&#8217;altezza pari a 40\u201380\u00a0cm; a giugno le spighe sono mature.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sullo sfondo di un cielo sulfureo si staglia il profilo della giovane donna, con fiori di campo, forse un papavero,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":26566,"parent":21734,"menu_order":308,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"area-tematica-evento":[],"class_list":["post-26561","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/26561","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26561"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/26561\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/21734"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26561"}],"wp:term":[{"taxonomy":"area-tematica-evento","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavenaria.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/area-tematica-evento?post=26561"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}