{"id":26473,"date":"2026-07-12T19:17:15","date_gmt":"2026-07-12T17:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/lavenaria.it\/webzine\/stagioni-particolare\/autunno\/nature-vive\/"},"modified":"2026-07-12T21:18:44","modified_gmt":"2026-07-12T19:18:44","slug":"nature-vive","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lavenaria.it\/fr\/webzine\/stagioni-particolare\/autunno\/nature-vive\/","title":{"rendered":"Nature vive"},"content":{"rendered":"<p>La classificazione come genere pittorico non deve ingannare: queste nature morte sono pi\u00f9 vive che mai.<\/p>\n<p>Ghirlande di variopinti fiori sbocciati nelle stagioni calde, come <strong>rose<\/strong>, <strong>peonie<\/strong>, <strong>garofani<\/strong>, <strong>tulipani<\/strong>, <strong>pervinche <\/strong>si avviluppano morbidamente ad un vaso e ad una grande urna con figure di sapore antico, sui modelli francesi. Anche le carnose <strong>pesche <\/strong>sono un tardivo omaggio estivo.<\/p>\n<p>L\u2019Autunno per\u00f2 \u00e8 ormai alle porte, come annunciano il grappolo di matura <strong>uva bianca<\/strong> appena raccolto e messo nel cestino, in un dipinto e la grossa <strong>zucca <\/strong>arancione aperta, con sfere di <strong>uva nera<\/strong>, nell\u2019altro.<\/p>\n<p>Fiori e frutta disposti ad altezze differenti secondo una struttura piramidale creano come dei centro tavola per un elegante banchetto di corte.<\/p>\n<p>Sono opera di uno specialista, il raffinato pittore torinese Michele Antonio Rapous, che lavor\u00f2 a Palazzo Reale e a Stupinigi e proprio alla Reggia di Venaria per decorazioni \u201calla chinese\u201d.<\/p>\n<p class=\"rtecenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/webz_stagioni_natura_morta_zucca_3693.webp\" alt=\"Michele Antonio Rapous, natura morta con ghirlande di fiori e frutta con zucca\" width=\"760\" height=\"547\" \/><\/p>\n<p>Michele Antonio Rapous (1733 &#8211; 1819).\u00a0<em>Natura morta con ghirlande di fiori e frutta con zucca<\/em>, seconda met\u00e0 del sec. XVIII, olio su tela, 76 x 60 cm.\u00a0Reggia di Venaria, Camera da letto della regina, in affidamento dalla Regione Piemonte. (Particolare)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/webz_stagioni_natura_morta_uva_3687.webp\" alt=\"Michele Antonio Rapous. Natura morta con ghirlande di fiori intorno a un'urna e uva\" width=\"760\" height=\"520\" \/><\/p>\n<p>Michele Antonio Rapous (1733 &#8211; 1819).\u00a0<em>Natura morta con ghirlande di fiori intorno ad un\u2019urna e uva<\/em>, seconda met\u00e0 del sec. XVIII, olio su tela, 76 x 60 cm.\u00a0Reggia di Venaria, Camera da letto della regina, in affidamento dalla Regione Piemonte.\u00a0(Particolare)<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"bordered rtecenter\"><strong>Scopri i fiori e le piante\u00a0presenti nei dipinti<\/strong><\/p>\n<h3><em>Vitis vinifera l<\/em>. (vite europea) gen. <em>Vitis <\/em>\u2013 fam. <em>Vitaceae<\/em><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vite.webp\" alt=\"Vite\" width=\"760\" height=\"503\" \/><\/p>\n<p><strong>Origini della pianta<\/strong><br \/>\nCompare in Europa verso la fine del Terziario, ma la sua utilizzazione risale al Neolitico (Scritture sumeriche risalenti alla prima met\u00e0 del III millennio a.C. testimoniano che la vite veniva gi\u00e0 allora coltivata per produrre vino).<br \/>\nNon \u00e8 certo quando sia iniziata in Italia la viticoltura: le prime testimonianze nell&rsquo;Italia del Nord risalgono al X secolo a.C. (in Emilia). Si tratta di un genere molto vasto e assolutamente vario. Conta infatti almeno 300 specie e le variet\u00e0 sono tantissime. Inoltre ha una grande capacit\u00e0 di ibridarsi e quindi vi sono innumerevoli cultivar.<\/p>\n<p><strong>Fiore<\/strong><br \/>\nNon sono singoli, ma riuniti a formare un&rsquo;infiorescenza, detta, racemo composto o pannocchia, inserita sul tralcio in posizione opposta alla foglia. L&rsquo;infiorescenza \u00e8 costituita da un asse principale (rachide) sul quale sono i racimoli, divisi in vari ordini, l&rsquo;ultimo dei quali \u00e8 detto pedicello e porta il fiore. Il numero dei fiori per grappolo \u00e8 molto variabile (fino a 100).<br \/>\nIl <strong>frutto <\/strong>della vite \u00e8 una bacca (acino).<\/p>\n<p><strong>Periodo fioritura<\/strong><br \/>\nDa maggio a giugno.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Pervinca, gen. <em>Vinca <\/em>\u2013\u00a0fam. <em>Apocynaceae\u00a0<\/em><\/h3>\n<p><em><a title=\"Pervinca\" href=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pervinca.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pervinca.webp\" alt=\"Pervinca\" width=\"760\" height=\"507\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>Origini della pianta<\/strong><br \/>\nLa regione di origine di questo genere \u00e8 molto variegata e si estende dall\u2019Europa, al bacino del Mediterraneo fino all\u2019Asia\u00a0e alle zone tropicali.<\/p>\n<p><strong>Caratteristiche generali<\/strong><br \/>\nGenere di erbacee perenni, sempreverdi, erette o striscianti. Le foglie sono ovali, coriacee, pi\u00f9 o meno lucide, di colore verde scuro, persistenti, talvolta variegate.<\/p>\n<p><strong>Fiore<\/strong><br \/>\nI fiori sono a 5 petali, arrotondati oppure tagliati obliquamente come le girandole; il colore \u00e8 il tipico pervinca, tra il celeste e il lilla, pi\u00f9 o meno intenso, ma esistono variet\u00e0 a fiori bianchi, porpora, rosa, sfumati in due tinte, semplici o doppi.<\/p>\n<p><strong>Periodo fioritura<\/strong><br \/>\nLa fioritura avviene da aprile a settembre, secondo la specie.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Zucca, gen. <em>Cucurbita <\/em>&#8211; Fam. <em>Cucurbitaceae\u00a0<\/em><\/h3>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/zucca.webp\" alt=\"Zucca\" width=\"760\" height=\"487\" \/><\/em><\/p>\n<p><strong>Origini della pianta<\/strong><br \/>\n\u00c8 originaria del Per\u00f9, dove gi\u00e0 nel 1200 a. C. era molto conosciuta e ampiamente coltivata, in seguito, con l\u2019arrivo dei colonizzatori europei, venne coltivata anche nell\u2019America settentrionale e dove si differenzi\u00f2 sia per la forma sia per i suoi usi; in Europa fu introdotta pi\u00f9 tardi, solo nel XVI secolo. Oggi \u00e8 diffusa soprattutto nelle regioni del bacino del Mediterraneo e nei Balcani fino alla Russia. Ne esistono diverse variet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Qualche caratteristica del genere<\/strong><br \/>\nQuesto genere possiede un fusto strisciante o rampicante, che pu\u00f2 raggiungere anche 8 metri di lunghezza; le foglie, alterne e picciolate, sono di forma ovale allungata, con base cuoriforme, ricoperte anch\u2019esse da uno strato di peluria, presentano la superficie superiore chiazzata da macchie irregolari biancastre.<\/p>\n<p><strong>Fiore<\/strong><br \/>\nI fiori sono grandi, giallo-dorati con corolla a cinque lobi, sono separati in fiori maschili e fiori femminili solitari.<\/p>\n<p><strong>Frutti<\/strong><br \/>\nI frutti, sono bacche, denominate dai botanici \u201cpeponidi\u201d, bitorzolute, tonde e leggermente schiacciate ai poli, con superficie liscia o rugosa, la buccia pu\u00f2 presentare diverse sfumature di verde secondo la variet\u00e0, solitamente \u00e8 dura e spessa, la polpa interna \u00e8 gialla, profumata e di sapore gradevole, in essa sono contenuti numerosi semi appiattiti, ovali con margine ispessito.<\/p>\n<p><strong>Periodo fioritura<\/strong><br \/>\nFiorisce tra la fine della primavera e l\u2019inizio dell&rsquo;estate.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><em>Dianthus caryophyllus L<\/em>. (Garofano comune) gen. <em>Dianthus <\/em>\u2013 Fam. <em>Caryophyllaceae<\/em><\/h3>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavenaria.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/garofano_3.webp\" alt=\"Garofano\" width=\"760\" height=\"507\" \/><\/em><\/p>\n<p><strong>Origini della pianta<\/strong><br \/>\nLa specie \u00e8 nativa della zona compresa tra Grecia e Iran; da questa si sono originate le numerose variet\u00e0 ottenute per mezzo del miglioramento genetico. I caratteri colturali pi\u00f9 significativi sono la capacit\u00e0 di emettere fiore pi\u00f9 volte durante l&rsquo;anno (7-10 fiori).<\/p>\n<p><strong>Qualche caratteristica del genere<\/strong><br \/>\nSi tratta di un genere molto vasto e assolutamente vario. Conta infatti almeno 300 specie e le variet\u00e0 sono tantissime. Inoltre ha una grande capacit\u00e0 di ibridarsi e quindi vi sono innumerevoli cultivar. Si possono trovare in quasi tutte le zone temperate del globo. Molti sono spontanei in Europa, altri vengono dall\u2019Asia e dall\u2019Africa.<\/p>\n<p><strong>Fiore<\/strong><br \/>\nFiori dal colore brillante (principalmente rosa porpora ma non mancano fiori gialli, rossi, verdi e bianchi); gli steli florali possono essere alti 20\/50 cm e contano 4\/5 corolle dai colori perenni, spesso variegate o screziate, e deliziosamente profumate; le foglie sono grigie-verdi e assai sottili.<\/p>\n<p><strong>Periodo fioritura<\/strong><br \/>\nDa maggio a settembre; la fioritura \u00e8 prevalentemente estiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La classificazione come genere pittorico non deve ingannare: queste nature morte sono pi\u00f9 vive che mai. 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