La tradizionale festa di Sant'Uberto, patrono dei cacciatori, con la benedizione degli equipaggi di caccia, animata dai corni dell'Accademia di Sant'Uberto, che mantiene viva questa aulica tradizione legata alla corte sabauda.
La nascita della Reggia di Venaria e della città, oltreché il loro toponimo, si devono alla pratica venatoria che si svolgeva da parte della corte sabauda nel territorio, un tempo denominato di Altessano Superiore, fin dal XVII secolo e che comportava frequenti cerimonie e rituali legati a Sant’Uberto, patrono dei cacciatori, la cui festa ricorre il giorno 3 novembre.
Domenica 8 novembre si svolge la Festa di San'Uberto che culmina nella messa dedicata al Santo che si celebra nella Cappella di Sant'Uberto alla Reggia, accompagnata dai corni dell’Equipaggio della Regia Venaria.
L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia è stata riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco nel 2020 (la candidatura multinazionale comprende Francia, Italia, Belgio e Lussemburgo).
L'ingresso è libero, fino ad esaurimento posti.
È consentito l’accesso ai cani accompagnati dal loro conduttore ed ai falconieri.












