Nell'ambito delle Conversazioni a corte dedicate alla mostra Regine in scena, l'incontro di giovedì 11 giugno prende spunto dal costume più antico ospitato in mostra: il manto ricamato per la "Parisina", dramma in musica di Pietro Mascagni su libretto di Gabriele D’Annunzio del 1913, all’epoca indossato da Ernestina (Tina) Poli Randaccio, conservato presso la Sartoria Devalle di Torino.
Il manto firmato da Luigi Sapelli in arte Caramba è uno dei tanti capolavori usciti dalla “fucina” del “mago”, come lo definivano a teatro, ovvero la Casa d’Arte Caramba fondata a Milano nel 1909. Infatti i laboratori della Casa d’Arte erano in grado non solo di confezionare costumi di ogni foggia ma anche di ricamare e stampare tessuti nonché di lavorare cuoio e metallo. La ricerca di verosimiglianza storica e della connotazione specifica per ciascun personaggio rimasero sempre al centro dell’indefesso lavoro di Caramba sia per la prosa e il melodramma sia per il cinema.
L’incontrò è un’occasione per riflettere sull’importanza del costume di scena tra prosa e cinema con una particolare attenzione alla conservazione dei manufatti tessili.
Alla conversazione partecipano Silvia Mira, storica dell'arte e storica del costume e della moda, e Roberta Genta, Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.
Modera Clara Goria (Consorzio delle Residenze Reali Sabaude).
Storie d’arte alla Reggia di Venaria
A seguire è possibile partecipare alla visita speciale della mostra Regine in scena "La trama dei sogni: abiti per il teatro e il cinema" con Claudia D'Andrea, Margherita Meazza e Milena Cagnotti, studentesse del Laboratorio Patrimonio dell'Università di Torino.
Un’iniziativa del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, a cura di Clara Goria e Franca Varallo.
La Conversazione ha inizio alle ore 16.
L’ingresso è gratuito su prenotazione, fino ad esaurimento posti.
Per informazioni e prenotazioni: [email protected].
A seguire, alle ore 17, è possibile visitare la mostra con il biglietto dedicato, gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte.














