Ospiti speciali: la tutela dei pipistrelli della Reggia di Venaria | La Venaria Reale

Ospiti speciali: la tutela dei pipistrelli della Reggia di Venaria

 

Nei grandi spazi verdi che circondano la Reggia è possibile osservare gran parte delle oltre 200 specie di uccelli note per il Parco Naturale La Mandria. Nell’immensa struttura monumentale trovano spazi per nidificare: falchi pellegrini, gheppi, gufi reali, barbagianni, taccole, rondoni, balestrucci, codirossi. La progressiva crescita della vegetazione arborea e arbustiva dei giardini della Reggia consente di ospitare una sempre più nutrita di uccelli canori.

Un discorso a parte va dedicato ad altri volatori: i chirotteri, più conosciuti come pipistrelli, utili e discreti abitanti dei sottotetti della Reggia. 

Ben tre specie frequentano in estate la Reggia: Vespertilio smarginato, Vespertilio maggiore e Vespertilio di Blyth. Gli ampi spazi degli edifici monumentali, tranquilli, bui e con microclima idoneo, costituiscono un rifugio sicuro per questi mammiferi dove possono partorire e allattare i loro piccoli. 

A metà agosto, con l’arrivo dei nuovi nati, i sottotetti ospitano complessivamente oltre 150 esemplari. Tra agosto e fine di settembre avviene la dispersione dei pipistrelli verso i siti di ibernazione in cui trascorrono l’inverno.  

Un tempo perseguitati i chirotteri vengono oggi studiati e apprezzati per i benefici ecosistemici che forniscono all’Uomo in virtù della loro dieta insettivora. Così, in osservanza alle leggi di tutela ed in collaborazione con gli esperti del vicino Parco Naturale La Mandria, il Consorzio, fin dalla fase di restauro iniziata nel 1999, si prende a cuore la salvaguardia di questi ospiti speciali. 

Nel sottotetto della Reggia seicentesca del Castellamonte, per tutelare le colonie riproduttive, oltre a riservare a esse appositi spazi bui e vie di accesso,  anche l’illuminazione decorativa delle architetture è stata subordinata all’accertamento della loro frequentazione, in modo da escluderla o limitarla nelle zone dei rifugi, degli accessi e delle vie di transito. La facciata sulla Corte d’onore è illuminata, ma quella posteriore, dove si trovano gli accessi ai i loro rifugi e da dove, alla sera, sciamano a caccia verso i giardini e i boschi de La Mandria è mantenuta al buio. 

Il binomio Reggia-Chirotteri rappresenta quindi un esempio di tutela integrata dei beni culturali e di quelli ambientali, un duplice patrimonio per cui l’Italia è invidiata nel Mondo.


Si ringrazia Francesco Pernice (La Reggia di Venaria Reale. Ombre e luci) e la Stazione Teriologica Piemontese.

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