La Venaria Reale: una residenza in connessione con il territorio | La Venaria Reale

La Venaria Reale: una residenza in connessione con il territorio

Rispetto a come le residenze reali contribuissero a definire l’ambiente in cui venivano costruite, è esemplare il caso del complesso di Venaria Reale, che nel Settecento era esteso per più di 1000 ettari.

Esso mostrava – e mostra tuttora – un forte legame fra giardini, parco, borgo e territorio, una diretta connessione fra il disegno del parco e quello dei coltivi che lo circondano.

Se il paesaggio è creato a grande scala con la prosecuzione dei principali viali oltre ai limiti fisici del parco, superando il torrente Ceronda in un sistema territoriale il cui asse raggiunge i 2,5 km di lunghezza, allo stesso tempo i campi sono regolati da una trama di percorsi che è determinata dal sistema dei viali trasversali del parco. Quando questi raggiungono il muro di cinta questo si interrompe e un “salto del lupo” consente allo sguardo di proseguire lungo i viali che s’inoltrano nei campi, dando al parco estensione infinita.

Nel paesaggio agrario così determinato, solcato da filari di gelsi e pioppi cipressini, sono poi le cascine, in diversi casi preesistenti e quindi demolite e ricostruite per integrarle nel disegno geometrico. Si tratta d’un sistema generatore di ricchezza, presente a lato anche di altre residenze della corte sabauda, come la già citata Stupinigi.
Alla produttività agricola di questi terreni si associa l’area destinata all’allevamento dei cavalli, con relativi prati di pastura, e quindi i boschi venatori, caratterizzati dalla canonica trama geometrica di rotte caccia (su 1000 ettari il parco ne copre solo 125). Integrato in questo grande disegno, anche il potager, destinato alla coltivazione di alberi da frutta e ortaggi per la corte (poi riconvertito alla coltivazione di piante esotiche negli anni napoleonici).


Testo a cura del Comitato scientifico del Centro studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude: Costanza Roggero, Andrea Merlotti, Paolo Cornaglia, Paolo Cozzo, Maria Beatrice Failla, Clara Goria, Lino Malara, Maria Carla Visconti.

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