Monument Valley | La Venaria Reale
Mostra Play. - videogame arte e oltre - Hiro, by Silvio Giordano

Monument Valley

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Ci sono opere che sono vere e proprie pietre miliari dell’arte e creano un profondo cambiamento nell’estetica e nella visione che si ha del proprio mondo. Monument Valley è sicuramente una di queste. Il videogame, il cui nome rievoca la famosa zona naturalistica statunitense tra Utah e Arizona, è stato creato da UsTwo, una casa di produzione indipendente.

La UsTwo è stata fondata nel 2004 e ha sede a Londra. I suoi padri sono Matt Miller e John Sinclair, amici fin da piccoli. In effetti lo stesso nome della società è scorporabile in «Us Two», “Noi due”, riferito alla loro amicizia di lunga durata.  All’inizio della loro avventura professionale i due affittano un ufficio in un vecchio capannone. Hanno due sedie, un tavolo, i laptop e tante idee.

Dopo tre anni dalla sua fondazione UsTwo è qualcosa di profondamente diverso. I due amici hanno ingranato e adesso hanno molti collaboratori di qualità. Il team di programmatori sta ideando app per iOS, dopo che Apple ha dato l’opportunità di sviluppare software di terze parti sui propri device telefonici. Miller e Sinclair sanno che per espandere ulteriormente la propria attività hanno bisogno di creare qualcosa che si rivolga alle masse, pur mantenendo la loro idea di bellezza e design applicata al videogame. Si mettono quindi a lavorare allo sviluppo del loro primo grande successo, Whale Trail, un videogame molto semplice.

Whale Trail è un endless game in un cui una balena scappa da un malvagio baleniere e lo fa volando tra le nuvole e ingoiando gettoni che le permettono di mantenere il respiro per continuare a volare. La produzione del videogame costa 150.000 dollari e, a soli due anni dall’uscita, è stato scaricato 4 milioni di volte nell’App store al costo di 2,99 euro. Sono circa 12 milioni di dollari di utili. A quel punto Miller e Sinclair sono pronti per lanciare il loro masterpiece, Monument Valley.

Monument Valley è un vero e proprio viaggio onirico dentro alla bellezza delle costruzioni impossibili.  I due game designer hanno da sempre rivendicato il loro debito visivo e creativo nei confronti di Maurits Cornelis Escher, artista olandese che ha vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Una delle sue frasi più famose sembra calzare a pennello con quanto la mente di Miller e Sinclair ha creato: «Siete davvero sicuri che un pavimento non possa anche essere un soffitto?». Monument Valley è un capolavoro visuale che lascia senza fiato e che diverte molto.

Nel videogame si prende il controllo di Ida, una principessa silenziosa, che deve viaggiare attraverso monumenti abbandonati per collocare una figura geometrica sulla cima di ciascuno di essi. Lungo il percorso incontrerete un simpatico obelisco chiamato Totem, un'apparizione criptica e fastidiosi corvi, creature-uccello senza volo che possono bloccare il vostro cammino. Il gioco si basa su illusioni ottiche prospettiche, e sta al giocatore stravolgere l'architettura con alcuni trucchi per guidare Ida intorno agli ostacoli. Il gioco è presentato in visuale isometrica, e il player interagisce con l'ambiente per trovare passaggi nascosti mentre Ida avanza verso l'uscita della mappa. I livelli hanno una meccanica centrale diversa e le interazioni includono lo spostamento di piattaforme e pilastri e la creazione di ponti. Insomma sembra di essere dentro una creazione di Escher.

Ogni livello è tanto un puzzle quanto un'opera d'arte; è contemplativo e invita il player a fare qualcosa di più che giocare. Monument Valley ti invita a immergerti completamente nell’esperienza di gioco attraverso colori, intuizioni geometriche, musiche, scoperte. In più per migliorare l’immersività del player durante il gameplay, si può attivare la modalità fotocamera, che permette di vagare per il livello e realizzare degli screenshot da utilizzare nella propria gallery personale su Instagram. Un ulteriore passo in avanti per un gioco che fin da subito è entrato nel cuore di chi ci ha giocato.

Il gioco è stato rilasciato il 3 aprile 2014 per iOS, per poi essere reso scaricabile alcuni mesi dopo anche per Android e Windows Phone. Il successo di pubblico e critica che ha riscosso è stato immediatamente molto alto. In effetti se avrete l’occasione di provarlo anche voi rimarrete ipnotizzati dagli enigmi spaziali proposti all’interno di un insieme di immagini che impatteranno sul vostro sguardo come poche altre cose. Non stiamo esagerando, potete fidarvi.

Il successo di Monument Valley in termini numerici è stato di altissimo livello: 500.000 copie vendute in un mese e ben 1 milione di copie vendute in 3 mesi, per arrivare a 2,4 milioni di copie vendute nel gennaio 2015, dieci mesi dopo l’uscita. La UsTwo ha dichiarato che a quella data aveva incassato circa 6 milioni di dollari. Numeri pazzeschi che sono in continuo aumento se pensate che nel maggio 2016, a 16 mesi dall’uscita su Apple Store, Monument Valley aveva venduto 26 milioni di copie, per un totale di 14 milioni di dollari d’incasso.

La UsTwo, una casa di produzione indipendente nata dalla testa di due giovani amici, è riuscita a competere con i grandi giganti del mercato dei videogame. Questa è la dimostrazione che nel mondo dei videogame e del digitale in generale, più che in altri ambiti, le conoscenze e le competenze sono due chiavi di accesso al mercato e rappresentano un valore aggiunto fondamentale. Naturalmente nessuno regala niente a nessuno. Le grandi corporation però hanno capito che da sole non sarebbero state autosufficienti e hanno deciso di aprire i propri sistemi di caricamento ai cosiddetti «third party creator». Il processo logico del do ut des è chiaro, e finché tutti ne beneficiano ben venga un circuito produttivo di questo tipo, in cui la creazione non è puramente al servizio del denaro ma è parte integrante di un processo di crescita umano e sociale.

Monument Valley è una delle creazioni più importanti nel panorama dei videogame e ha espanso la sua influenza in ambiti inaspettati, come il suo utilizzo all’interno di una delle serie televisive più importanti dell’ultima decade, House of Cards, che racconta l’ascesa e la caduta di Frank Underwood, che da presidente della camera dei rappresentanti riesce a diventare Presidente degli Stati Uniti d’America. I due protagonisti principali sono interpretati da Kevin Spacey e Robin Wright. La particolarità di questa collaborazione è data dal fatto che la UsTwo non ha voluto nessun compenso ma ha addirittura pensato a un prodotto specifico per la serie, che potesse apparire bene nelle riprese e che ne interpretasse appieno lo spirito. Lavorare in una compagnia indie aiuta a navigare senza ancore che frenano la creatività.

Il sequel del gioco è uscito nel 2017 e, utilizzando la stessa visuale, questa volta sono due i personaggi da muovere sullo schermo, oltre a esserci altri livelli da esplorare. Per Monument Valley 2 Tencent, colosso tech cinese e uno dei più importanti conglomerati digitali del pianeta, ha deciso si sostenere l’uscita «free to start» del videogame in Cina. Una scelta che ha fatto raggiungere l’impensabile cifra di 30 milioni di download in pochissimo tempo. Pensate che nel settembre 2019 i due giochi insieme hanno raggiunto l’astronomica cifra di 80 milioni di download congiunti.

La UsTwo è diventata una delle companies più ricercate del momento e ha assunto decine di creativi per riuscire a rispondere alle richieste di lavoro arrivate.  Ne hanno fatta di strada Matt Miller e John Sinclair da quando erano due giovani di belle speranze che volevano costruire il proprio spazio nel mondo digitale con due sedie, un tavolo, i laptop e tante idee. L’insegnamento per tutti noi è che se hai le idee, la forza di volontà e anche un pizzico di fortuna puoi riuscire in ciò che sogni. Tanto sognare non costa niente, no?

 

Monument Valley

 

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