Così, quasi divertito, si gira per prendere ancora un po’ di sole che entra dalle finestre della grande Sala di Diana. Il capo è cinto da una corona di foglie di vite e al di sotto del ventre c’è un festone rigogliosissimo con melagrane, in parte spaccate, tipico frutto autunnale e noto simbolo di abbondanza, fertilità e rigenerazione. Al fianco è appesa una pelle di capro.
Una scultura quasi a tutto tondo che si stacca dalla parete, lavorata con attenzione naturalistica e un tocco veloce che delinea l’espressione marcata del volto del fauno, quasi una maschera grottesca.

È una delle otto erme con satiri e maternità boscherecce, a cornice dei quadri delle Cacce di Jan Miel, parte della decorazione in stucco della sala, realizzata da Bernardino Quadri e maestranze luganesi tra girali d’acanto, trofei di caccia, mascheroni, putti e ninfe.

Erma con fauno nella Sala di Diana. Particolare

Bernardino Quadri e maestranze luganesi, particolare, stucco, 1662 circa. Venaria Reale, Reggia, Sala di Diana.


Scopri i fiori e le piante presenti nella scultura

Vitis vinifera l. (vite europea) gen. Vitis – fam. Vitaceae

Vite

Origini della pianta
Compare in Europa verso la fine del Terziario, ma la sua utilizzazione risale al Neolitico (Scritture sumeriche risalenti alla prima metà del III millennio a.C. testimoniano che la vite veniva già allora coltivata per produrre vino).
Non è certo quando sia iniziata in Italia la viticoltura: le prime testimonianze nell’Italia del Nord risalgono al X secolo a.C. (in Emilia). Si tratta di un genere molto vasto e assolutamente vario. Conta infatti almeno 300 specie e le varietà sono tantissime. Inoltre ha una grande capacità di ibridarsi e quindi vi sono innumerevoli cultivar.

Fiore
Non sono singoli, ma riuniti a formare un’infiorescenza, detta, racemo composto o pannocchia, inserita sul tralcio in posizione opposta alla foglia. L’infiorescenza è costituita da un asse principale (rachide) sul quale sono i racimoli, divisi in vari ordini, l’ultimo dei quali è detto pedicello e porta il fiore. Il numero dei fiori per grappolo è molto variabile (fino a 100).
Il frutto della vite è una bacca (acino).

Periodo fioritura
Da maggio a giugno.


Melograno, gen. Punica (sp. P. Granatum) – fam. Punicaceae

Melograno

Origini della pianta
Il melograno è originario dell’Asia sud–occidentale. È presente da epoca preistorica nell’area costiera del Mediterraneo; risulta storicamente che sia stato diffuso dai Fenici, dai Greci, dai Romani e in seguito dagli Arabi.

Qualche caratteristica del genere
Genere di alberi e arbusti decidui coltivati per i fiori rosso vivo e i frutti dal giallo al rosso-arancio. Le foglie sono lucide, strette, allungate e intere. La perdita invernale delle foglie avviene al finire dell’autunno o inizio dell’inverno.

Fiore
I fiori imbutiformi, sono ermafroditi e sbocciano alla terminazione dei rami isolati o riuniti in mazzetti; hanno da 5 a 8 petali e sono rosso vivo.

I frutti sono particolari bacche carnose chiamate balaustre melagrane, formate da una buccia esterna spessa e amara e chicchi interni (arilli) che sono la parte commestibile.

Periodo fioritura
La fioritura avviene a maggio.

Frutto
La maturazione del frutto avviene da settembre a dicembre.