Con gli scarsi fondi a disposizione, l’allora Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte, consegnataria del complesso da parte del Demanio dello Stato, cercò di porre rimedio al degrado attraverso opere di pronto intervento. Dopo i primi interventi di recupero effettuati già negli anni ’40 nella Chiesa di S.Uberto, furono effettuati alcuni restauri nel Salone di Diana e nella Galleria in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia nel 1961.
Nel corso degli anni ’80 i sopraggiunti fondi F.I.O., pur non sufficienti al restauro dell’intero complesso, consentirono di avviare opere di riqualificazione, restauro e di valorizzazione finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica.
Intanto qualcosa stava cambiando nell’approccio ai beni culturali, passando progressivamente dal concetto di straordinario a quello dell’ordinario qualificato e la nascente attenzione agli aspetti della fruizione e della valorizzazione venne recepita dalla legge Ronchey del 1993. In questo nuovo contesto e in coincidenza con la nuova direzione del complesso, a partire dal 1994 vennero effettuati interventi che dimostrarono che, nonostante l’estremo degrado, era possibile recuperare il complesso della Venaria attraverso un nuovo modo di intendere il restauro, attento alla cultura storica e materiale ma anche alla fruizione e valorizzazione, con tempi e costi contenuti grazie ad una attenta campagna diagnostica. Accanto agli interventi di restauro, completati nei locali più significativi della reggia, e ponendo particolare attenzione alle opere impiantistiche finalizzate all’apertura al pubblico, vennero avviate anche attività di fruizione e valorizzazione. Sperimentando tra i primi in Italia la possibilità di generare introiti da reinvestire nel restauro, gli spazi vennero messi a disposizione per eventi e manifestazioni e, attraverso l’Associazione di volontariato AVTA, i pochi ambienti restaurati vennero aperti alle visite. Si offrì dunque l’occasione, come in un quadro del Piranesi, di scoprire il fascino un po’ malinconico della reggia ruderizzata, capace di suggerire eternità e la volontà di ricordare e recuperare lo splendore e la magnificenza del complesso.
I risultati degli interventi furono presentati nel 1995 in occasione del convegno dedicato all’individuazione della destinazione d’uso della reggia, che gettò le basi del cosiddetto “Progetto La Venaria Reale”.