Lo slancio che la giovane fanciulla imprime al suo passo è la voglia di lasciarsi alle spalle il freddo e il clima incerto, correndo libera verso la bella stagione. E mai come quest’anno tutti noi aspettiamo l’Estate come liberazione.

Delle quattro statue allegoriche delle Stagioni scolpite da Simone Martinez e collocate nelle nicchie del Rondò alfieriano questa è la più dinamica. Lo scultore riesce a dare movimento e leggerezza al marmo. L’Estate incede veloce mentre volta il capo indietro e trattiene la sottile veste svolazzante. Un lembo del panneggio si alza e accompagna la torsione della figura.

Nell’elaborata e morbida acconciatura sono intrecciati nastri e spighe di grano. È l’iconografia più classica dell’Estate, identificata quasi sempre con Cerere-Demetra, antica divinità tutelare della fertilità e della terra, con tutti i suoi frutti e raccolti. Come granoturco, mais e altri cereali, coltivati nel Parco della Mandria. Ma spighe selvatiche le possiamo ritrovare anche passeggiando nei Giardini della Reggia di Venaria.

Simone Martinez. La statua dell'Estate

Simone Martinez (Messina 1689-Torino 1768), L’Estate, 1741-1752, marmo bigio di Frabosa, altezza 235 cm. Reggia di Venaria, Rondò della Galleria piccola.


Scopri le piante e i fiori presenti nella statua.

Spiga di grano gen. Triticum – fam. Poaceae

Origini della pianta
Il grano o frumento, arcaicamente anche trittico (con questi nomi si indica sia la pianta sia le cariossidi di tale pianta), è un cereale di antica coltura, la cui area d’origine è localizzata tra Mar Mediterraneo, Mar Nero e Mar Caspio.

Qualche caratteristica del genere
Il genere Triticum appartiene alla famiglia delle Poaceae (= Graminaceae), della quale fanno parte anche molte altre piante coltivate come, per esempio, il mais, l’orzo, il riso e la segale, detti comunemente cereali (in onore di cerere, dea latina delle coltivazioni). Alla stessa famiglia appartengono anche infestanti che nascono spontaneamente nei campi di grano.

La parola italiana “grano”, nel senso botanico, non si associa soltanto al significato della parola di origine latina Triticum, ma si riferisce anche ad altre piante come il grano selvatico villoso (Dasypyrum villosum), il grano saraceno (Fagopyrum esculentum) e il grano delle formiche (Aegilops geniculata).

Fiore
I fiori del grano sono molto piccoli e sono formati da due foglioline protettive a forma di barchetta, il lemma e la palea, che racchiudono due microscopiche scagliette (lodicole), la cui funzione sarà spiegata nel paragrafo successivo, e le strutture sessuali del fiore: androceo e gineceo. il lemma può essere munito o meno di un’appendice detta resta, più evidente nel grano duro dove, in prossimità della maturazione, assume colorazione rossastra, nera o paglierina. La palea rappresenta la parte ventrale del fiore ed è incastrata con i suoi margini sotto il lemma.

Ogni fiore fertile origina un solo frutto(cariosside), noto volgarmente con il nome di chicco, contenente un solo seme; quest’ultimo è completamente immerso nella cariosside e perciò il seme del grano non è mai visibile a un’analisi superficiale. i fiori del grano e, a maturità, le cariossidi non si trovano mai da soli, ma sempre riuniti in gruppetti per formare piccole infiorescenze dette spighette, a loro volta riunite in una infiorescenza di grado superiore detta spiga.

Periodo fioritura
La pianta si sviluppa rapidamente in primavera (levata) e raggiunge un’altezza pari a 40–80 cm; a giugno le spighe sono mature.