I Giovedì del paesaggio | Eventi | La Venaria Reale

I Giovedì del paesaggio

Conversazioni a Corte

Giovedì 23 e 30 settembre, 7 e 14 ottobre 2021, ore 16, Cappella di sant'Uberto.

In occasione della mostra "Una infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all'arte contemporanea" a cura di Virginia Bertone, Guido Curto, Riccardo Passoni

Oggi il dibattito sulla salvaguardia dell’ambiente è più che mai all’ordine del giorno a livello internazionale. Tuttavia, è importante evidenziare come temi quali l’amore e la sensibilità per la Natura, e più in generale l’interesse per il Paesaggio, siano stati fonte d'ispirazione per tantissimi artisti, dai pittori preromantici di fine Settecento ai maestri contemporanei.

Oltre 200 opere tra dipinti, sculture e istallazioni raccontano raccontano in mostra L’Infinita bellezza del paesaggio italiano e le sue diverse forme di rappresentazione. Dalle poetiche romantiche del pittoresco e del sublime, all’affermazione positivista del vero, passando attraverso le nuove ricerche divisioniste e simboliste e le provocazioni delle Avanguardie, fino ad arrivare alle semplificazioni della Pop Art e alle concettualizzazioni dell'arte contemporanea.    

In occasione della mostra Una infinita bellezza, nata grazie a un accordo tra il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e la Fondazione Torino Musei, si presenta questo nuovo ciclo delle Conversazioni a corte per I Giovedì del paesaggio.

Ogni giovedì, dal 23 settembre al 14 ottobre, si terranno nella cappella di sant'Uberto quattro incontri con i curatori e gli esponenti del comitato scientifico della mostra per riflettere sui temi del paesaggio nelle opere degli artisti dalla fine del Settecento a oggi. 


Le Conversazioni a corte sono un progetto del Centro Studi e Ricerca delle Residenze Reali Sabaude.


Dipingere nella natura: una scelta moderna

Giovedì 23 settembre, ore 16

Virginia Bertone (Conservatore Capo della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino) dialoga con Barbara Cinelli (Università Roma Tre) 

In alternativa alla più consueta lettura che identifica nella scuola toscana dei macchiaioli la nascita di una moderna pittura di paesaggio, la mostra ha inteso indicare percorsi articolati e complessi che vedono l’incontro di più estese geografie italiane.  Nino Costa, romano autodidatta, formatosi su esempi francesi e napoletani, e Antonio Fontanesi, outsider emiliano di nascita e internazionale per frequentazioni, costituiscono così quasi una cerniera di snodo tra la non mai spenta attenzione dei piemontesi per una meticolosa e pur lirica topografia dei territori, testimoniata fino dai primi anni dell’Ottocento, e le sottili inquietudini che a partire dagli anni Ottanta del secolo consentiranno alla pittura di paesaggio un aggiornato allineamento con i linguaggi del simbolismo.

Il Novecento: rifiuti, riscatti, sorprese

Giovedì 30 settembre, ore 16

Riccardo Passoni (Direttore della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino) dialoga con Laura Iamurri (Università Roma Tre)

Apparentemente distante dagli interessi degli artisti votati alla modernità, il paesaggio si trasforma e assume nuove valenze nel corso del XX secolo. Dal naturalismo infuocato alle trasfigurazioni informali del dopoguerra, e dal distacco degli anni '60 alle infinite declinazioni della contemporaneità, cercheremo di ripercorrere alcuni snodi principali del rapporto tra artisti e natura, declinato con una varietà di sguardi e di tecniche.

Il paesaggio alla prova della modernità: dal Divisionismo agli anni Trenta

Giovedì 7 ottobre, ore 16

Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore di Pisa) dialoga con Alessandro Botta (storico dell’arte)

Dipingere il paesaggio - a partire dall’ultimo decennio dell’Ottocento – diventa per i pittori un’esperienza che si carica degli sviluppi scientifici e sociali introdotti dalla modernità: l’affermazione della fotografia, i trasporti, le svolte politiche, mutano indelebilmente il loro modo di vedere il dato naturale aprendogli nuove possibilità lessicali e interpretative, in cui il paesaggio rappresenta una possibile via per riappropriarsi della pittura in senso più libero e puro.

Guardare lontano, e da vicino, nello spazio e nel tempo 

Giovedì 14 ottobre, ore 16

Guido Curto (direttore della Reggia di Venaria, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude) dialoga con Piergiorgio Dragone (storico e critico d’arte, Università degli Studi di Torino).

A partire dallo spettacolare Panorama di Torino di Francesco Gamba del 1851, recentemente acquisito dalla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris/Galleria d’Arte Moderna di Torino, accenneremo alla nascita del Museo Civico della Città, ed attraverseremo alcune tappe salienti nelle trasformazioni dell’idea di paesaggio e dei diversi modi di fare pittura, mettendo a fuoco differenti contesti, sguardi, chiavi di lettura e percorsi, nel Grand Tour cronologico costruito dalla mostra.

Dove
Cappella di Sant'Uberto
Quando
Da Giovedì, 23 Set 2021 a Giovedì, 14 Ott 2021 ogni giovedì.
Come

L’ingresso alla Conversazione è gratuito.

In occasione delle Conversazioni si può usufruire dell'ingresso ridotto alla mostra a 5 euro, valido dalle ore 13.
Ingresso gratutito alla mostra per i possessori di Abbonamento Musei.

Prenotazione obbligatoria
tel. +39 011 4992333 o [email protected]

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