Vittorio Amedeo II nasce a Torino nel 1666, da Carlo Emanuele II e da Maria Giovanna Battista di Savoia‐Nemours.
Succede al padre nel 1675, sotto la reggenza della madre, la seconda “Madama Reale”. Ma solo nel 1684 assume il potere effettivo, che eserciterà in modo deciso e spregiudicato, specie in politica estera.
Nei primi trent’anni di potere partecipa a tutti i conflitti europei.
Nel 1690 aderisce alla Lega d’Augusta contro la Francia, che invade il Piemonte con l’esercito del generale Catinat. Vittorio Amedeo II lo affronta a Staffarda, ma perde.
Sposa Anna di Orleans.
I francesi devastano il ducato; nel 1691 il Duca, con le truppe imperiali del cugino, il principe Eugenio di Savoia Soissons, invade la Provenza e costringe i francesi a ritirarsi.
Scoppiata la guerra di successione spagnola, s’allea alla Francia, ma nel 1703 passa a fianco dell’Impero.
I francesi invadono di nuovo il ducato e assediano Torino. Qui sono sbaragliati, il 6‐7 settembre 1706, dall’armata del Duca e di Eugenio.
La successiva pace di Utrecht, nel 1713, rende ai Savoia ogni territorio e aggiunge Monferrato, Lomellina, Alessandria, Valenza, Val Sesia, più la Sicilia, con il titolo regale per Vittorio Amedeo II. L’isola verrà scambiata nel 1720 con la Sardegna.
Re Vittorio Amedeo II spende il resto della vita a riordinare lo Stato, a ridurre le sperequazioni nel pagamento dei tributi e a preparare un catasto fondiario (il primo nell’Italia del Settecento).
Ristruttura l’Università di Torino e sottrae ai gesuiti l’istruzione secondaria.
L’impronta da lui lasciata sulle istituzioni e l’attenzione per una nuova burocrazia, si farà sentire fino all’Ottocento.
Muore nel 1732 a Rivoli, dopo avere abdicato due anni prima a favore del figlio Carlo Emanuele III.
