Vittorio Amedeo III nasce a Torino nel 1726 da Carlo Emanuele III e da Polissena Cristina d’Assia Rheinfels.
Di carattere chiuso, conservatore e religioso, da giovane è tenuto lontano dalla vita pubblica. Il padre lo ritiene poco adatto a gestire il potere.
Sposa nel 1750 Maria Antonia, figlia di Filippo V, Re di Spagna.
Sale al trono nel 1773 e accentua il carattere burocratico e militare del regno.
Guarda con sospetto ogni novità. Avvia tuttavia molte opere pubbliche e ha cura dell’amministrazione e del proprio esercito.
Con il sostegno degli aristocratici e della borghesia intellettuale riconosce due nuove e importanti istituzioni culturali, l’Accademia delle scienze e la Società agraria.
In politica estera guarda con favore alla Francia, finché questa non diventa rivoluzionaria. Accoglie allora volentieri a Torino la nobiltà francese in fuga. Ma ciò nel 1792 offre ai giacobini di Parigi il pretesto d’invadere Savoia e Nizza.
L’anno dopo tentano d’occupare anche il Piemonte, ma sono respinti.
Nel 1794 Vittorio Amedeo III ottiene l’aiuto dell’Austria, che tuttavia non frena i francesi.
Nel 1795 e 1796, già guidati dall’astro di Napoleone, con le vittorie di Loano, Mondovì e Millesimo, costringono il Re di Sardegna ad accettare l’armistizio di Cherasco e la pace di Parigi, che l’8 maggio 1796 lo priva di Nizza e Savoia e lo rende satellite della Francia.
L’anno stesso Vittorio Amedeo muore a Moncalieri.
