Percorso espositivo | La Venaria Reale
Cappella di Sant'Uberto - Foto di Daniele Ratti

Percorso espositivo

Il Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo della Reggia è incentrato sulla storia e l’arte sabauda.

Sala di undiza della regina - Foto di Dario Fusaro

Teatro di Storia e Magnificenza

L'incantevole scenario del palazzo seicentesco con la Sala di Diana, l’eleganza della Galleria Grande con le musiche di Brian Eno, la  solennità della Cappella di Sant’Uberto e la grandiosità delle Scuderie juvarriane, capolavori settecenteschi di Filippo Juvarra, il suggestivo allestimento sulla vita di corte Ripopolare la Reggia, di Peter Greenaway, rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.

Nei destini della Venaria c’è un tempo dello splendore e della ricchezza e un tempo dell’abbandono, dell’incuria e della dispersione dei suoi beni; per comprendere l’identità di questo luogo bisogna fare i conti prima con l’accumularsi e poi con il sottrarsi delle cose.
L’esemplare e complessivo restauro ha restituito gli splendidi volumi e le grandiose architetture del palazzo e ricreato le antiche assialità dei Giardini.
Per la fruizione del pubblico le straordinarie visioni prospettiche della Reggia e ciò che rimane delle sue fastose decorazioni originarie sono stati pensati come Teatro di Magnificenza per raccontare storie e far rivivere la storia, mentre  le antiche allee all’infinito e i resti affioranti dei Giardini sono stati completati con nuove piantumazioni e arricchiti con opere d’arte della cultura contemporanea.

La prima parte della visita narra le vicende della dinastia sabauda che volle la Reggia e di coloro che la concepirono. Oltre ai personaggi storici, ripopolano le stanze quelli della corte nata dal genio artistico di Peter Greenaway, che accompagneranno i visitatori anche al Piano Nobile per permettere al pubblico di sentire l’antica e splendida residenza finalmente come sua, nel senso migliore della parola.

Il Teatro di Storia e Magnificenza si suddivide in due momenti:

La Storia

Il Piano Seminterrato, con gli affascinanti locali un tempo adibiti alle attività di servizio alla vita della corte, è concepito per far cogliere e riflettere su fatti storici, temi e vicissitudini della dinastia sabauda dalle mitologiche origini dell’anno Mille fino alla prima metà dell’Ottocento, quando si estinse il ramo principale dei Savoia.
Nelle ultime sale, prima di salire al Piano Nobile, si dipana il racconto delle trasformazioni della Reggia dal progetto del Castellamonte e un’affascinante “storia delle idee incompiute”, di come il palazzo avrebbe dovuto essere secondo i progetti, mai completati, di Garove e poi di Juvarra e Alfieri.

Breve storia della Reggia di Venaria

La Magnificenza

Al livello superiore, il Piano Nobile, viene raccontata la seicentesca Reggia di Diana per proseguire poi con la grande Promenade à la cour attraverso gli appartamenti del Duca e della Duchessa, quelli del Re e della Regina, la Galleria Grande, il Rondò alfieriano, fino alla Cappella di Sant’Uberto, il grandioso “percorso cerimoniale” che caratterizzava il Palazzo settecentesco, riproposto senza soluzione di continuità, permettendo al visitatore di muoversi liberamente nei grandi spazi della Reggia e di ammirarne le fantastiche prospettive architettoniche. 
Oltre 500 opere, alcuni veri capolavori, tra dipinti, sculture, arazzi, mobili, lampadari, tappeti, bandiere, argenti, tabacchiere, orologi e strumenti musicali evocano l’arredo perduto e ricreano le antiche atmosfere di corte e il gusto del Sei e Settecento.

Nell'autunno del 2019 è stata riaperta la Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto con un rinnovato allestimento che ne esalta la sacralità e la funzione. Dal 2021 è esposto anche un prezioso dipinto di Palma il Giovane (1548/50 - 1628) dedicato alla Celebrazione della vittoria della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

La Regia Scuderia con il Bucintoro e le Carrozze Regali completa il percorso di visita della Reggia.

Architetture mozzafiato recuperate, scorci e assialità prospettiche riproposte, ambienti, tappezzerie, contesti storici nuovamente citati: adesso come allora accompagnano il visitatore nelle magiche atmosfere della vita di corte per uno straordinario viaggio nella cultura e nel loisir di ieri e di oggi.

Lo ‘scrigno’ della Reggia

Il seicentesco appartamento della principessa Ludovica (1629-1692), sorella del duca Carlo Emanuele II, è trasformato nello ‘scrigno della Reggia’: come un contenitore prezioso custodisce, a rotazione, opere seicentesche dalle collezioni dei Musei Reali di Torino.

Nella Sala delle Cacce infernali sono esposti dipinti della Galleria Sabauda che rimandano al gusto classicista della grande tradizione emiliana, da sempre in linea con le predilezioni di Casa Savoia, tra cui il San Paolo eremita di bottega del Guercino e il delizioso Baccanale di putti della scuola di Carlo Cignani.

In quella che era la camera da letto di Ludovica, trovano posto cinque dipinti dalle collezioni del Palazzo Reale di Torino, parte del fregio con Fatti eroici di principesse della Reale Casa di Savoia entrate per matrimonio a far parte di altre dinastie. Il ciclo di tele, realizzato da artisti di corte piemontesi e lombardi, fu ideato dal retore di corte Emanuele Tesauro, in occasione del matrimonio del duca Carlo Emanuele II e Francesca di Valois (1663) come omaggio alla nuova duchessa francese e tributo alla forza e alle virtù delle principesse sabaude.

In collaborazione con i Musei Reali di Torino.

La Regia Scuderia. Il Bucintoro e le Carrozze Regali

Nel complesso delle Scuderie juvarriane - spazi fra i più imponenti della Venaria e del barocco europeo – giunge a conclusione il percorso di visita della Reggia.

All’interno della Scuderia Grande è esposto lo splendido Bucintoro, fatto realizz                 are a Venezia da Vittorio Amedeo II fra il 1729 e il 1731, oggi unico esemplare originale rimasto al mondo, presentato in un allestimento spettacolare con la celebre imbarcazione “armata” per intero con albero, remi e vele.
Insieme si ammirano anche alcune fra le più sontuose carrozze di gala utilizzate dai Savoia nell'Ottocento, in prestito dal Palazzo del Quirinale di Roma, tra cui la Berlina dorata di Umberto I e la Berlina argentata della regina Margherita, realizzate tra il 1878 e 1879. Giunge sempre dal Quirinale la Mylord detta Polonese di Vittorio Emanuele II (1874), la carrozza preferita dal primo re d’Italia per la sua sobrietà ed eleganza, menzionata negli inventari come “l’ultima [carrozza] adoprata in Roma avanti la sua morte”.

Bucintoro e Carrozze sono raccontate in un unico affascinante percorso in quanto capolavori integranti e rappresentativi delle attività della Regia Scuderia a Corte, intese come alte funzioni preposte agli spostamenti del Sovrano e del suo seguito.

L'ingresso alla Regia Scuderia è compreso nel biglietto "Reggia" e in "Tutto in una Reggia".

"La mosca cieca" di Romano Gazzera

Nello spazio antistante la Scuderia Grande è allestita l’opera "La mosca cieca" (1975 ca.) dell’artista Romano Gazzera (Ciriè, 1908 - Torino, 1985), restaurata presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.

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