Nasce a Torino nel 1759, secondogenito di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonietta di Borbone‐Spagna.
Dal 1793 al 1796 partecipa alle campagne di guerra che il Piemonte affronta per cercare di frenare l’invasione dei giacobini francesi, di cui è un deciso oppositore.
Nel 1798, quando il Piemonte viene vinto da Napoleone, segue la sua famiglia in esilio in Sardegna.
Nel 1799 torna in Italia, sperando di raggiungere Torino, occupata dalle truppe austro russe, sue alleate, che hanno momentaneamente cacciato i francesi.
Gli eventi però lo respingono di nuovo in Sardegna. Qui nel 1802 succede sul trono al fratello Carlo Emanuele IV.
Diventato re si prodiga per migliorare le condizioni della Sardegna.
Vi rimane fino al 1814 quando gli vengono restituiti gli stati di “terraferma”, ai quali il Congresso di Vienna nel 1815 aggiunge anche la Liguria.
Recuperati i pieni poteri Vittorio Emanuele I si rivela sovrano rigidamente assoluto: abroga i codici napoleonici, restituisce l’istruzione al clero e ripristina nel commercio un severo regime doganale.
In politica estera è però antiaustriaco, perché ha mire d’espansione verso la Lombardia.
Nel 1821, quando scoppiano i primi moti liberali, evita di reprimerli e abdica a favore del fratello Carlo Felice.
Muore a Moncalieri nel 1824.
